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 Lasciati alle spalle i sentieri agresti e terrestri del primo album Folk randagio (2007), i Marcabru riappaiono all’orizzonte con una nuova avventura. Li riconosciamo, nei loro movimenti ammalianti e nelle loro sferzate improvvise, nel loro ritmo insieme colto e popolare, ma assaporiamo sin dalle prime note anche una rotta meno controllata, una nuova chimica dei suoni, più raffinata e allo stesso tempo più ampia. I Marcabru si abbandonano e, come dichiarano apertamente, si lasciano letteralmente andare alla deriva. Ma è una deriva fertile, una deriva che non fa paura. I Marcabru diventano così un luogo nomade che accoglie tutte le tradizioni, dove terra e acqua talora si confondono, dove allo stesso tavolo siedono arabi e ebrei, veggenti maledetti e signore che si trasformano in zingare. Perché il desiderio di ogni viaggiatore, in fondo, è di avere qualcuno, da qualche parte, che li aspetti, che sia pronto ad ascoltare.

 DERIVE - il nuovo album dei marcabru è uscito.

 
il Nuovo album dei MArcabru

2011 -MARCABRU vincono il 3° premio a SUONA LA POESIA

 

2010 -MARCABRU vincono il 2° premio a SUONA LA POESIA

A pochi mesi dalla vittoria del Folk Festival "Musica nelle Aie" i Marcabru vincono il 2° premio al prestigioso concorso indetto dal Festival Internazionale di Poesia di Genova ed il MEI, i MARCABRU hanno presentato il brano "Voyelles" testo di A. Rimbaud.Le premiazioni del concorso si svolgeranno sabato 27 novembre al MEI nello spazio Terra di M...usiche al Palazzo delle ...Esposizioni alle ore 16:30

Leggi la notizia completa sul sito del MEI

 

 

MARCABRU: VINCONO MUSICA NELLE AIE 2010


I Marcabru, ensembnle proveniente dalla Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli,
hanno vinto la nuova edizione della Musica nelle Aie e si esibiranno così al
"Mei 2010 Terre di Musiche", l'area folk che tornerà anche quest'anno dal
26 al 28 novembre in occasione del MEI 2010 al Palazzo delle Esposizioni.
 

iMarcabru vincono La musica nelle AIE 2010

 

 


Immaginate di partire per un viaggio, di prendere alloggio in un albergo, lasciare i bagagli e concedervi una prima passeggiata nella città che vi sta ospitando. Sta scendendo la sera, e la gente rientra per la cena a casa, molti a piedi, qualcuno che va di fretta, qualcuno che si trascina stanco. Vi incuriosiscono molto gli abitanti di questa città, ne seguite i percorsi immaginando le loro storie. Poi all'improvviso vi viene voglia di guardare lei, la città, chissà a quale altra assomiglierà, è la prima volta che la visitate. É lì che succede, che capite. Un posto così non c'è sulle cartine ufficiali, sulle mappe che di solito danno agli uffici turistici. Torrioni e grattacieli, metallo e travi di legno. Certo, quante città salvano il passato, tutelando i propri monumenti e facendo convivere accanto a loro, magari nel quartiere a fianco, la propria anima moderna, fatta di palazzi scintillanti, viali, parcheggi, velocità. Ma questa, ve ne rendete subito conto, non li accosta semplicemente, li fa esistere come un unico organismo, come se le culture, gli stili architettonici, gli spazi si fondessero dando origine a un altro luogo: gli stessi edifici insieme giovani e antichi, insieme la Firenze del Rinascimento e la Berlino del 2000.

È la stessa sensazione che si prova ascoltando la musica di “Folk randagio”: fioriture di brughiere dentro i riflessi dell'acciaio, elettricità nelle corti provenzali. Menestrelli che sprigionano rock sperimentale dalle loro corde, musicisti contemporanei con lo spirito dei trovatori: sono i Marcabru, eredi della ricerca ventennale de I musici, che non si sono posti confini, se non quelli di ascoltare le storie che provengono dall'anima concreta e insieme favolosa delle cose, recepire gli umori della vita che scorre intorno a loro. Lo dichiarano apertamente, con i suoni del didjeridoo a tenere insieme violino e basso elettrico, e con gli echi celtici intrecciati a quelli mediterranei, che la contaminazione e il nomadismo alla ricerca di sempre ulteriori equilibri è il loro unico credo. Con un nume tutelare inscritto nel nome, che ne ne protegge lo spirito autenticamente popolare, e senza dimenticare mai la terra e la lingua da cui provengono, radice su cui hanno fatto crescere e lanciato al vento tutte le fronde del loro albero musicale.


(Stefano Maldini)

 

 

Folk Randagio - il primo cd

Marcabru - Folk Randagio

 

 

 


Marcabru, trovatore di origine popolare, innovatore di stili poetici,

 

percorse a cavallo le terre d’Occitania, dall’Italia alla Spagna. Si avventurò
a nord, presso le corti di Francia e d’Inghilterra. Si appoggiava sulla
tradizione per scavalcarla.
Oggi, come Marcabru, ci ispiriamo a questo antenato, uniamo i linguaggi
musicali e poetici, lontani nel tempo e nello spazio.
Da questo nasce il nostro Folk Randagio.


MARCABRU


Folk Randagio


per l’Europa

il mondo


Con lo stesso spirito
I Marcabru cantano:
“En l’altrui broill
Chatz coram voill”
(Nei boschi altrui vado a caccia come mi pare)

 
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